Titolo Proprio: Berta maggiore (Diomedea avis cum iunco acuto vulgari)
Autore: Cristoforo Coriolano
Tipologia: Sculptor
Soggetto: Animale
Collocazione: p. 59
Classificazione: Filosofia
IconClass: 25F36
Datazione Stimata: 1603
Tecnica: Xilografia
Dimensioni (altezza x base, centimetri): 25,3 x 17,9
Tag: uccello, berta, isole tremiti, becco

Nonostante Aldrovandi ammetta di non sapere esattamente che uccello sia la Diomedea, così chiamato da scrittori e poeti antichi, avanza l'ipotesi che potrebbe essere l'uccello proprio delle isole Tremiti di cui parla Plinio, che gli abitanti chiamano Artenna. Quanto al nome, Strabone riferisce la favola per cui Diomede sarebbe scomparso in una delle due isole e i suoi compagni trasformati in uccelli. Aldrovandi aveva avuto modo di vedere un esemplare e per questo ne presenta un’immagine notando che, se non avesse il becco ricurvo, lo si potrebbe ritenere appartenente al gruppo dei grandi gabbiani, per quanto gli somiglia nel corpo e soprattutto nelle ali. Il piumaggio sul dorso è grigio e diventa nero all'estremità delle piume, mentre il petto è bianco e grigio. Le penne lunghe e rigide su ali e coda, dette remiganti e timoniere, sono del tutto nere. Si tratta comunque un uccello acquatico rappresentato di profilo accanto ad un cespuglio di giunco spinoso, una pianta diffusa in tutta l'area mediterranea. Aldrovandi riporta anche l'opinione di Belon che lo identifica con l’Onocrotalo, cioè il pellicano.
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